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3 luglio 2017

Consegnato all’Ospedale di Anagni il macchinario di tomosintesi mammaria donato da Bancanagni e Fondazione Boccadamo

È stato consegnato ufficialmente questa mattina all’Ospedale di Anagni il macchinario di tomosintesi mammaria, uno strumento di ultimissima generazione per la diagnosi precoce dei tumori al seno, a disposizione delle pazienti ciociare donato da BancAnagni e Fondazione Boccadamo, con il contributo di privati e del Comune di Anagni. Il macchinario, operativo già da 10 giorni nei quali sono stati effettuati circa 50 esami diagnostici, consente al nosocomio della Città dei Papi di fare un ulteriore salto in vanti e di qualità verso il nuovo corso intrapreso dalla struttura, ovvero quello di diventare un polo di eccellenza nella prevenzione. La Banca, presente all’evento in persona del suo presidente Stefano Marzioli, si è impegnata donando ben 100.000 €, necessari all’acquisto del macchinario.

«Siamo molto grati a BancAnagni, alla Fondazione e all’amministrazione Bassetta per questa donazione – ha esordito la dottoressa Pierangela Tanzi, direttrice del distretto A Anagni-AlatriOltre alle diverse specializzazioni verso cui ci stiamo già muovendo come struttura nel campo della prevenzione, con questo nuovo macchinario potremo eccellere in quello della prevenzione tumorale, specificatamente per i tumori alla mammella. La prevenzione forse fa poco notizia, ma è indispensabile quando si parla di prospettiva di vita. E’ importante che le donne sappiano dell’esistenza di questa strumentazione per potersi affidare con più sicurezza al nostro ospedale».

Le specificità tecniche del macchinario per la tomosintesi sono state illustrate dal responsabile del reparto di radiologia dell’ospedale di Anagni, il dottor Maurizio Noce: «Il fatto di poter disporre di una strumentazione digitale come questa è già una notizia per la nostra struttura. Significa poter avere immagini di migliore qualità e, grazie alla tomo sintesi, di studiare la mammella strato per strato, così da avere una visione più puntuale e completa dei tessuti. Una maggiore affidabilità per noi radiologi e una maggiore sicurezza per le pazienti».

Massima la soddisfazione del presidente di BancAnagni, Stefano Marzioli, nell’apprendere che il macchinario è funzionante da giorni e del quale già molte donne hanno potuto usufruire: «Quando siamo partiti nel 2014 con questa iniziativa – ha spiegato Marzioli – eravamo dei pionieri, perché in Provincia nessuna struttura disponeva di questa strumentazione e in Italia erano davvero pochi gli ospedali pubblici che potevano usufruirne. Siamo stati fortunati ad incontrare subito la disponibilità e la sensibilità di Tonino Boccadamo e della sua Fondazione. Purtroppo, a causa di qualche intoppo burocratico siamo arrivati ad inaugurare il macchinario solo oggi, ma l’importante è poter offrire ai cittadini un servizio eccellente, nelle mani di professionisti che ne comprendono l’alta utilità». A Marzioli ha fatto eco il Commendator Boccadamo, accompagnato dal direttore della Fondazione, Mauro Bellini: «Con il progetto “Uniti per le Donne” la Fondazione ha voluto dare un contributo concreto a questa Provincia – ha chiosato il fondatore dell’associazione senza scopo di lucro-. Rientra tra i principi costitutivi della nostra Fondazione quello di essere vicini alle problematiche del territorio ed oggi siamo orgogliosi di sapere che i nostri sforzi ed il nostro impegno sono diventati realtà. Un ringraziamento va fatto anche al Prefetto, la dottoressa Emilia Zarrilli, il cui contributo per sbloccare lo stallo in cui la pratica si era arenato è stato decisivo».

Non meno soddisfatto è apparso il primo cittadino di Anagni, il sindaco Fausto Bassetta: «L’ospedale di Anagni è stato ridimensionato negli ultimi anni, ma la struttura sta ripartendo con un nuovo progetto e sotto un’altra prospettiva, che presta molta più attenzione alla dignità delle persone e dei malati, perché la prevenzione serve proprio a questo. Oggi possiamo dire di aver aggiunto un tassello importante a questo percorso e la città, come tutti i comuni limitrofi, grazie alla generosità di BancAnagni e Fondazione Boccadamo, hanno di che essere fieri».

 

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